I VOLTI

"Guardate dal finestrino dell’altro. Cercate di vedere il mondo come lo vede il vostro paziente."
- Irvin Yalom

I VOLTI DI UNA PSICOLOGA IN CITTÀ

Anche a chi ama passeggiare solitario con il naso all’insù perso nei propri sogni sarà capitato di scoprirsi interessato agli inquilini che godono del colore dei fiori di quello splendido terrazzo.
O di immaginare che tipo di uomo sarà il proprietario della camicia stesa sul balcone del palazzo che osserviamo tutti i giorni dall’ufficio. O ancora di saperne di più degli invitati alla festa alla quale parteciperanno i nostri vicini di sedile sul tram.
Ci capita di fare lo stesso quando seguiamo una pagina Facebook, sbirciamo le foto di un profilo di Instagram e leggiamo gli aggiornamenti di un account Twitter.

Vogliamo rimanere in contatto, sentirci parte del contesto più ampio, vivere le relazioni, non importa se da protagonisti o da dietro le quinte.

Incontrare chi vive nella nostra città, scoprirne i volti e gli interessi, valutarne le caratteristiche e le emozioni che è in grado di suscitare, permette anche a noi stessi di conoscerci sempre un po’ di più.

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PSICOLOGO, PSICOTERAPEUTA, PSICHIATRA E PSICOANALISTA, A MILANO E IN ITALIA: CHE DIFFERENZA C’È TRA LORO?

di Valeria Locati / 13 ottobre, 2017

Domenica sera ho chiuso l’ultima pagina del volume conclusivo di una saga familiare strepitosa, in cui le relazioni tra i numerosissimi personaggi sono raccontate in tutta la loro complessità e problematicità. Dipendenze affettive, subdole violenze, depressioni post-partum, tradimenti coniugali, disturbi alimentari, attacchi di panico e ansia sociale, difficoltà nell’accettazione della propria sessualità, rifiuto di genitori adottivi, tanto per elencarne alcuni.

Il contesto storico è quello della borghesia inglese del primo novecento, in cui le maniere affettate e il perbenismo sociale non lasciavano spazio alla comunicazione dell’effettivo disagio psicologico e alla libertà di poter richiedere un aiuto ad un professionista.

Certo Freud era già nato e con lui la terapia della parola, ma non vi era la facilità odierna, quantomeno ipotetica, di poter accedere alle cure psicologiche.

Mentre leggevo fantasticavo sul cambiamento che le varie storie avrebbero potuto incontrare se solo fossero state raccontate e affrontate ai giorni nostri: i protagonisti si sarebbero concessi questo aiuto? Avrebbero saputo come muoversi? Sarebbero stati comprensivi con i loro congiunti o avrebbero giudicato e stigmatizzato la scelta?

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OSSERVATORIO LEGALITA' DEL CFP GALDUS DI MILANO. IL MIO INTERVENTO SUL TEMA DELLE DIPENDENZE

di Valeria Locati / 03 luglio, 2017

Da un punto di vista professionale e certamente anche personale siamo il frutto di una serie di esperienze che hanno caratterizzato i nostri giorni e che hanno definito la nostra identità, fatta di competenze, nuove acquisizioni, apprendimenti che ci rendono meno inesperti di fronte alla complessità in cui ci muoviamo.

Prima di ricevere pazienti e durante gli anni della formazione in psicoterapia, ho sviluppato gran parte di quelle abilità che oggi posso definire trasversali grazie al contatto con il mondo della formazione professionale.

Un mondo tosto, per nulla lineare, nel quale mi sono trovata molto spesso a mettere in discussione l’epistemologia del mio modo di lavorare che mi aveva guidato sin lì.

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LA FAMIGLIA IN CRISI. L'ASSOCIAZIONE DIFESA IN FAMIGLIA DIALOGA CON GLI AMICI DELLA BIBLIOTECA DI BAGGIO A MILANO

di Valeria Locati / 20 giugno, 2017

All’interno della piacevole cornice della biblioteca comunale di Baggio a Milano, lo scorso 12 giugno sono stata in compagnia delle colleghe dell’Associazione DIF – Difesa in Famiglia per un incontro aperto al pubblico sul tema della “crisi in famiglia”.
Grazie all’attività culturale e di promozione sociale che anima la nostra associazione, siamo state in grado di confrontarci con i presenti sulla nostra esperienza nella gestione delle difficoltà che sia gli individui sia i gruppi familiari incontrano nell’arco del loro ciclo di vita.

Per permettere a tutti i nostri amici e contatti di partecipare all’evento anche da casa e in differita, abbiamo pensato di registrare una diretta Facebook e di riproporla sulla nostra pagina.
Con lo stesso intento e come attenzione verso i lettori del blog che non risiedono a Milano, sono lieta di riproporre anche in questo spazio il materiale video che abbiamo registrato.

 

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TERAPIA FAMILIARE E INTERPRETAZIONE DEI SOGNI: SI PUO’ FARE? INTERVISTA AL PROF. MASSIMO SCHINCO

di Valeria Locati / 08 giugno, 2017

Dici psicologia e dici sogni, lettino e cervelli strizzati.
Dici sogni e dici Freud, con la sua opera più famosa, l’"Interpretazione dei sogni".

Tra gli incroci di questo blog ho più volte sottolineato l’importanza di non lasciarsi guidare solo dagli stereotipi, proponendo visioni alternative del funzionamento mentale e psicologico in generale.

In alcuni casi è stato facile, grazie ai temi concreti e condivisibili anche in altri settori (educazione, letteratura, istruzione, …), in altri, soprattutto se si parla di patologia e cura, la situazione si complica.

La proposta di oggi è quella di esplorare insieme una nuova visione del concetto di sogno, comunemente associato alla figura del clinico e alla sua analisi del profondo, tentando una risposta ad alcuni interrogativi:

Esiste davvero una verità nascosta nel linguaggio onirico da svelare e da cucire ad hoc sui nostri abiti quotidiani?

Che validità può avere l’interpretazione di un contenuto che non segue le regole di non contraddizione e che soprattutto fatica ad avere un riscontro scientifico?

Come cambiano i nostri processi mentali dalla fase di sonno e sogno a quella cosciente?

Ha senso parlare di interpretazione nell’ambito di un approccio psicoterapeutico relazionale?

Il volto che ci aiuterà in questo intento non è un ospite qualunque...

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QUANDO L'INTERVISTATA SONO IO... PARLIAMO DI DIPENDENZE SUL BLOG "TUTTO E' BELLO"

di Valeria Locati / 12 aprile, 2017

Tempo fa ho incontrato la mia amica giornalista Cinzia Figus, conosciuta nei corridoi di un ente di formazione in cui entrambe svolgevamo una professione differente rispetto a quella attuale. Eravamo agli inizi della carriera, motivate, energiche ma, e qui parlo per me, con ancora tanto da fare per costruire una solida identità professionale e soprattutto un buon livello di gratificazione lavorativa.

Lo scorso dicembre, per caso, ci siamo trovate a leggerci sui rispettivi blog e a incuriosirci l'una del lavoro dell'altra.  

 

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CHI SONO I BAMBINI GIFTED E COME RICONOSCERE IL LORO POTENZIALE? INTERVISTA ALLA RESPONSABILE CLINICA DELL’AISTAP (Associazione Italiana per lo Sviluppo del TAlento e della Plusdotazione)

di Valeria Locati / 09 aprile, 2017

La prima cosa che ho imparato durante le complesse lezioni del corso di statistica all’università è stata la cosiddetta “curva di distribuzione normale o gaussiana”: attraverso una rappresentazione a campana è possibile ordinare la popolazione rispetto ad un fattore (argomento, concetto, comportamento), in cui la punta della curva indica il valore medio e le sezioni laterali tutte quelle condizioni che via via si discostano dalla media stessa.

Tutte le volte che gli psicologi formulano una diagnosi, leggono dei dati clinici emersi ad un test e confrontano risultati frutto di osservazioni fanno riferimento a questa rappresentazione del concetto di normalità.
Tutte le volte che un genitore o un insegnante valuta l’atteggiamento, le modalità relazionali e le prestazioni scolastiche di figli o alunni fa riferimento ad un concetto molto simile di normalità, in cui però viene evidenziato sempre come prioritario l’eventuale discostarsi dalla media in termini di inferiorità, di problema, di insufficienza.

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LO PSICOLOGO A SCUOLA: COSA FA E COME PUO’ AIUTARE STUDENTI, GENITORI E INSEGNANTI

di Valeria Locati / 28 marzo, 2017

Sportello benessere, sportello CIC (Centro di Informazione e Consulenza), sportello di ascolto psicologico.
Colloqui individuali, interventi in aula, riunioni collegiali, serate di formazione e divulgazione.
Che si parli di una di queste opzioni o di tutte contemporaneamente non si è fuori strada: il mondo psicologico a scuola è davvero così multiforme e differente da istituto ad istituto.

In Italia, l’agenzia formativa ed educativa rappresentata dalla scuola ha gestito per molti decenni la crescita degli studenti secondo una logica di normalità e di posizionamento di merito in base ad un criterio uguale per tutti. Ne è conseguito un orientamento basato sulla valutazione e soprattutto sull’annullamento delle possibili diversità: ciò che non rientrava nei parametri non poteva raggiungere il risultato finale, sia da un punto di vista didattico, sia di condotta.

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COME TROVARE LAVORO NEL MONDO SOCIAL E DELLA COMUNICAZIONE DIGITALE: INTERVISTA AL SOCIAL MEDIA MANAGER DELL’UNIVERSITA’ BICOCCA DI MILANO

di Valeria Locati / 22 marzo, 2017

Scegliere una facoltà universitaria può essere un momento della vita, o incrocio per dirla con il linguaggio di questo blog, talvolta molto critico perché carico di responsabilità verso il futuro e di desiderio di affermazione personale. Si è portati a valutare settori di interesse compiendo un’operazione di analisi che spesso tralascia tutto ciò che può avvenire nell’arco degli anni di studio, saltando repentinamente alle conclusioni, ovvero alle possibilità occupazionali.

Ciò che spesso non si considera è tutto quell’insieme di competenze sia specifiche sia più attinenti alle soft skills che si acquisiscono attraverso la frequenza alle lezioni, la conoscenza di nuovi compagni, l’aggiornamento dei ruoli nel mercato lavorativo odierno. 
Una delle grandi ricchezze del periodo socio-culturale che stiamo vivendo e che fa da contraltare alla precarietà cosi tanto diffusa è la possibilità di creare e creare per se stessi delle opportunità.

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QUANDO DARE IL CELLULARE AI FIGLI? LO PSICOLOGO DELLA FAMIGLIA RISPONDE

di Valeria Locati / 17 febbraio, 2017

Metropolitana di Milano, ore 8.30 di un lunedì qualunque: salgo sulla carrozza e guadagno a fatica un piccolo spazio fisico, assicurandomi di riuscire a respirare tra braccia, borse e ingombri altrui. Eccezion fatta per qualche viaggiatore indisciplinato che tenta di fare conversazione a voce alta con il vicino o che telefona ai familiari lontani sottolineando con gesti enfatici ogni singola emozione, la maggior parte dei compagni di viaggio è in silenzio.

Sonno? Preoccupazioni? Ansie per la giornata lavorativa entrante che occupano i pensieri?
Non mi sento certo di escludere queste possibilità, ma non è necessaria un’analisi sociologica approfondita per realizzare che più della metà dei presenti sta interagendo con uno smartphone, cliccando pulsanti, scorrendo pagine, digitando testi.

 

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CYBERBULLISMO E CONDOTTE PENALMENTE RILEVANTI: 3 QUESITI ALL'AVVOCATO

di Valeria Locati / 09 febbraio, 2017

Ci sono fenomeni sociali e psicologici che assumono forme diverse in base al periodo storico nel quale vengono considerati e in base alla loro risonanza mediatica.
Il tema del bullismo è uno di questi: non nasce di certo nell’epoca odierna e non è possibile, in valore assoluto, definirlo più diffuso e problematico oggi rispetto al passato, anche recente.
Se lo troviamo di frequente nei fatti di cronaca e nelle riflessioni dell’opinione pubblica è anche perché se ne parla di più, si fa maggiore prevenzione e si ha più conoscenza delle conseguenze psicologiche a cui può portare. Ancora una volta, come spesso sostenuto in questo blog, non sembra avere molto senso attribuire ai “ragazzi di oggi” particolari negligenze tout court e ricorrere alla solita conclusione per cui “le nuove generazioni sono peggio di quelle passate perché non hanno valori”.

Ciò che senza dubbio assume contorni specifici e preoccupanti nell’attualità è la forma del fenomeno, grazie alla quale le modalità di prevaricazione, molestie e presa in giro non sono agite soltanto all’interno di gruppi formali (scuola, squadra sportiva, associazioni, oratori, …) e informali (compagnia di amici, vicini di casa, …), quindi in presenza degli altri, ma anche attraverso strumenti tecnologici in contesti virtuali.

 

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MICHELLE E BARACK OBAMA: UNA COMUNICAZIONE POLITICA DELLE EMOZIONI

di Valeria Locati / 12 gennaio, 2017

Sono trascorse poco più di ventiquattro ore dalla conclusione del discorso di addio di Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti d’America e io già mi sento orfana.

Intendiamoci. Non tanto orfana di un leader e delle sue strategie socio-politiche, poiché, nonostante parte del mio cuore sia tuttora oltreoceano, non ho la pretesa di comprendere a fondo cosa significhi crescere in un territorio dove progresso e apertura mentale per antonomasia sono collocate quasi solo ai suoi estremi est e ovest, mentre il resto vive con una rivoltella nel cassetto accanto alla Bibbia e pone fine alla vita altrui con delle sentenze in Tribunale.

No, non si tratta solo dei contenuti portati avanti da una presidenza democratica che ho amato, condiviso e stimato fieramente, bensì della sua presenza sulla scena, della sua allure, della sua comunicazione.

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CHI E' LO PSICOLOGO? PREGIUDIZI E FALSI MITI SULLA PROFESSIONE.

di Valeria Locati / 17 novembre, 2016

Nell’ambito di una professione così articolata e affascinante come quella psicologica non sono infrequenti confusione e smarrimento da parte dei non addetti ai lavori nel definirne le caratteristiche: Chi è lo psicologo? Che cosa fa? Come lavora?